Stalin e il Patriarca. Presentazione del libro di Adriano Roccucci

Venerdì 10 novembre, presso la sede del Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma, è stato presentato il libro del noto storico Adriano Roccucci, docente di storia contemporanea presso il dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo dell'Università Roma Tre: «Stalin e il Patriarca. La chiesa ortodossa e il potere sovietico, 1917 – 1958».

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Adriano Roccucci

La serata è stata aperta dall’ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede e l'Ordine di Malta Alexandr Avdeev, il quale ha presentato un'entusiastica recensione dell’opera di Roccucci, definendo quest’ultimo uno scrittore di grande coraggio.

 

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Alexandr Avdeev

Uno degli ospiti speciali dell’evento, il direttore dell’agenzia di stampa TASS a Roma e presso la Santa Sede Alexej Bukalov ha rimarcato la scrupolosa ricerca condotta dall’autore, volta a ricostruire non soltanto il destino della chiesa ortodossa, ma anche la storia della società e dell’organizzazione dello stato sovietico.

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Alexej Bukalov

Il vescovo Matfej, al secolo Gennadij L'vovich Andreev, responsabile delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia e rettore della parrocchia stavropigiale di Santa Caterina a Roma, ha sottolineato l’importanza dell’opera di Roccucci sulla politica di Stalin nei confronti della chiesa ortodossa per «comprendere meglio la tormentata storia del XX secolo, ed arrivare dunque a gestire al meglio la situazione attuale e la collaborazione tra le nostre confessioni».

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Vescovo Matfej

L'autore ha rivelato agli ospiti i momenti salienti della scrittura del libro, a partire dalle origini. Si è detto ispirato, in particolare, all’incontro che Stalin ebbe nella notte tra il 4 e il 5 settembre 1943: ricevette al Cremlino i tre metropoliti che assicuravano il governo della chiesa ortodossa russa. Al termine del vertice, «una nuova pagina si aprì nella storia dei rapporti tra il potere sovietico e la chiesa ortodossa russa». Per valutare meglio le ripercussioni storiche di questo incontro che cambiò la rotta politica nei confronti del clero, l’autore ha esplorato profondamente il contesto storico dell’epoca, studiando a fondo i rapporti tra il potere laico e la chiesa nel periodo dal 1917 al 1958, e soprattutto tra il 1943 ed il 1958, quando Stalin sancì una «nuova politica religiosa», in forza fino ad una nuova ondata di repressioni volute da Krušcev. «Per me era importante capire se la scelta politica nei rapporti con la chiesa ortodossa fosse in linea con la politica generale del governo sovietico, o se si trattasse soltanto di una scelta marginale? Che importanza attribuivano Stalin e la leadership sovietica al rapporto con la chiesa?» – ha spiegato lo scrittore. Il volume, grazie ad una approfondita ricerca svolta dall’autore negli archivi russi, determina alcune risposte importanti a queste domande.

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Al termine della sua presentazione molto avvincente, l'autore ha risposto a numerose domande degli ospiti della Casa Russa.

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L’iniziativa è stata organizzata dal Centro Russo di Scienza e Cultura in occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre.