«Partigiani sovietici in Italia», al via la mostra fotografica al Centro Russo di Scienza e Cultura

Il 22 giugno 2018, nel Giorno della Memoria e del Dolore, presso il Centro Russo di Scienza e Cultura si è aperta la mostra fotografica dedicata al contributo che durante la seconda guerra mondiale dettero i tantissimi volontari provenienti dalle Repubbliche socialiste sovietiche al movimento antifascista in Italia.

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Curata dallo scrittore Massimo Eccli, l’esposizione dal titolo «Partigiani sovietici in Italia» raccoglie fotografie provenienti da collezioni private e archivi militari, nonché immagini gentilmente concesse dalle famiglie dei soldati – russe ed italiane.

La serata è stata inaugurata da Aleksandr Zvjagintsev, noto scrittore, storiografo, avvocato e sceneggiatore russo, autore dell’adattamento cinematografico «Norimberga. Il più importante processo dell’umanità».

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«Oggi è una giornata importante per la Federazione Russa e per i paesi della CSI. La Grande Guerra patriottica costò la vita a 26 milioni di sovietici, morti nella difesa del paese dall'invasione dei nazisti, e segnò profondamente quasi tutte le famiglie della nazione. E la memoria di questa guerra va custodita con particolare cura, contrastando l’intenzionale distorsione delle verità sugli eventi del conflitto. Non bisogna dimenticare il ruolo decisivo dell’Unione Sovietica nella vittoria contro il nazismo, supportato anche dalle sentenze emesse al processo di Norimberga», – ha sottolineato lo scrittore.

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All’evento hanno partecipato gli addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ricercatori, storiografi e numerosi connazionali russi.

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I soldati dell'Armata Rossa, fuggiti dalla prigionia, hanno combattuto spalla a spalla con i partigiani italiani per liberare l’Italia dal regime nazista di Hitler e dal fascismo di Mussolini. Tra i partigiani sovietici che si batterono contro i nazifascisti vi erano soldati di diverse nazionalità, come risulta dai nomi indicati sulle loro tombe sparse in tutta Italia. Più di 5000 cittadini sovietici hanno partecipato attivamente alla Resistenza, di cui più di 700 in Piemonte.

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