A Roma si discute dei problemi del giornalismo moderno

Al Centro russo di scienza e cultura a Roma è stata aperta l’VIII Conferenza internazionale «Russia ed Europa: problemi attuali del giornalismo moderno».

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Gli ospiti sono stati accolti dall’ambasciatore della Federazione Russa in Italia e a San Marino Sergey Razov. Nel corso dell’evento il capo della missione diplomatica russa ha letto il discorso del ministro degli affari esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov. Nelle parole del ministro, «in un’epoca di rapido sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, i media svolgono un ruolo speciale nel ridurre gli attriti sulla scena mondiale, mantenendo la fiducia tra i popoli e prevenendo fratture interetniche e interreligiose. La chiave del successo è la disponibilità dei giornalisti a lavorare in modo altamente professionale, con imparzialità e rispetto nei confronti di punti di vista alternativi».

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Il forum è stato organizzato dalla rivista «Mezhdunarodnaya Zhizn» (pubblicata con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa), il cui direttore Armen Oganesyan ha collaborato a stretto contatto con l'Agenzia federale russa per la stampa e le comunicazioni di massa.

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Nella sua missiva ai presenti il direttore dell’Agenzia organizzatrice Mikhail Seslavinsky ha rimarcato la straordinaria influenza dei mass media sulle moderne relazioni internazionali: «La diffusione istantanea sia dell'informazione sia della disinformazione trasforma non solo la diplomazia, ma anche la situazione politica interna dei singoli paesi e persino la sfera finanziaria internazionale. Il nostro compito è quello di trovare possibili soluzioni alle divergenze mediatiche su scala globale».

Nel suo intervento la direttrice della «Casa Russa» a Roma Daria Pushkova ha sottolineato come nell’epoca della post-verità l’obiettivo principale del giornalismo non sia soltanto quello di fornire fatti e informazioni verificate, ma di promuovere una determinata linea politica: «Nel campo della politica estera, i media sono impegnati a servire le esigenze politiche del momento, divenendo strumenti operativi nelle guerre dell'informazione, la cui vittima principale è la verità stessa».

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Numerose sono state le adesioni dei relatori italiani. Tiberio Graziani, direttore della rivista internazionale «Geopolitica», si è soffermato sui rapporti tra «l’Europa dubbiosa e la Russia». Giulietto Chiesa, giornalista ed esperto in geopolitica, ha illustrato ai presenti possibili strumenti per combattere la russofobia nel contesto della guerra ibrida nel mondo post-guerra fredda.

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Alla conferenza hanno partecipato esperti mediatici russi ed europei, rappresentanti di organizzazioni pubbliche internazionali, agenzie diplomatiche e istituzioni, tra cui la responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione «Russkij Mir» Maria Mokhovikova, la consulente esperta del dipartimento di comunicazione esterna del canale RT (RussiaToday) Anna Belikova, il direttore della rivista «Relazioni internazionali» (Bulgaria) Chavdar Minchev, lo storico, giornalista, scrittore e critico della rivista Chronicles Srdja Trifkovic, e molti altri.

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La prima conferenza, tenutasi a Parigi nel novembre 2011, ha dimostrato quanto sia importante il tema dell'interazione tra i media russi e quelli europei per le emittenti stesse e per il loro pubblico. Il forum è stato nominato «l'evento più importante nello spazio mediatico internazionale». Le principali sessioni della conferenza erano incentrate sui temi attuali quali «Interessi nazionali e giornalismo internazionale», «Problemi di accesso all'informazione per i media in Russia e in Europa», «Il ruolo dei media nelle relazioni tra i paesi e il loro impatto sul clima internazionale» e «Giornalismo internazionale: norme etiche internazionali e regole etiche univoche». Nel 2018, a Sofia, la tavola rotonda è giunta alla sua settima edizione, con focus speciale sui seguenti argomenti: «I media europei - una fonte di notizie "sensazionali" sulla Russia», «Informazioni internazionali moderne: media nazionali o nazionalisti».