Il documentario è stato presentato personalmente dall'autrice e regista Galina Vereina. La pellicola narra dell’amicizia tra soldati russi e italiani, capaci di mantenere l’umanità nonostante la crudeltà della guerra: durante la battaglia di Stalingrado un combattente russo porta in salvo un prigioniere di guerra italiano, professore del conservatorio nella vita civile. Quando il soldato italiano trova per caso un violino nella dismessa izba ed incomincia a suonare, i protagonisti dimenticano per un momento gli orrori della guerra.
Il film è stato molto apprezzato dal pubblico durante la terza edizione del festival italo-russo del cinema RIFF a Mosca, ma anche a San Pietroburgo, Ekaterinburg e nelle altre città russe.
Dopo la proiezione è intervenuto lo scrittore Federico d’Errico, cosacco italo-russo, presentando il suo nuovo libroStoria e leggenda dei cosacchi, pubblicato nel 2016 da Ugo Mursia Editore.
La serata si è conclusa con l’intervento del presidente del movimento «I Cosacchi sono patrimonio dell'umanità» Sergej Piga Petrenko (Sardegna), il quale ha brevemente illustrato la mostra allestita nelle hall del Centro Russo di Scienza e Cultura intitolata «Lo spazio culturale dei cosacchi nella simbologia dei cosacchi russi moderni». L’esposizione raccoglie numerosi elementi della vita quotidiana dei cosacchi: le bandiere dei reggimenti cosacchi (del Don, del Kuban, Centrale ecc.), le fruste di cuoio dette nagaika, il vestiario, i copricapi cosacchi, i gettoni e vari testi letterari sull’argomento.
L'inaugurazione è stata un successo: ai relatori sono arrivate numerose domande dagli ospiti della Casa Russa, dimostrando il grande interesse del pubblico per le tradizioni cosacche.
All’evento erano presenti l’addetto militare dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia Evgenij Sapožkov, i rappresentanti delle organizzazioni scientifiche, culturali e sociali italiane ed i connazionali russi.